Epitteto, prima schiavo romano poi maestro stoico di cultura greca, è stato probabilmente uno che di restrizioni sulla libertà se ne intendeva. Nel suo Manuale scrive che «La realtà si divide in cose soggette al nostro potere e cose non soggette al nostro potere. In nostro potere sono il giudizio, l’impulso, il desiderio, l’avversione; in una parola, ogni attività che sia propriamente nostra; non sono in nostro potere il corpo, il patrimonio, la reputazione, le cariche pubbliche e, in una parola, ogni attività che non sia nostra» (Manuale, 1,1).

Non siamo ai tempi di Epitteto; e le ragioni della nostra reclusione, per l’emergenza Covid-19, sono – a torto o a ragione, non è in questa sede mio interesse discuterlo – argomentate e provvisorie. Ma un’eco di che cosa significa incontrare restrizioni sulla libertà di agire e di decidere, in questi giorni lo stiamo sperimentando. Meno ancora, posso dire di avere sviluppato, nella contingenza del momento, una fortezza d’animo come quella di Epitteto. E tuttavia, intuisco gli enormi benefici che il Manuale offre – impegnare le energie solo su quelle cose che dipendono unicamente da noi. Di modo che, a prescindere da questa straordinaria situazione, io possa imparare a trovare sostegno nei momenti di disagio e godere consapevolmente in quelli di felicità.

Questo percorso di saggezza me lo potrei persino proporre come obiettivo a lungo termine. Nell’imminenza del quotidiano, invece, preferisco partire dalla constatazione delle mie debolezze: da cosa non posso o non mi riesce di fare. Poiché la debolezza – senz’altro misura scomoda delle nostre abilità – resta una risorsa, una scoperta e, perché no, una meraviglia. L’agitazione, tutta umana, che ribolle, immagina e riscopre nelle emozioni di essere qui, di esserci.

La saggezza, che Epitteto ispira, per me non è un traguardo, ma un esercizio e un percorso. È un valore che, un tentativo dopo l’altro, si stratifica nel tempo. Anzi, è il modo stesso, qualsiasi sia la condizione, di vivere con pienezza il proprio tempo.

Lo confesso. Tutto questo resta una ricetta: che ad alcuni può piacere, ad altri no; che in alcuni giorni può riuscire e in altri no. Una ricetta, per quanto di saggezza, si può misurare – io ci provo – solo sul risultato dell’esperimento. E, ancora meglio, si può assaporare se condivisa in un confronto metaforicamente conviviale come farebbero dei buoni compagni di viaggio.

Uscito su Breaking News, punto di riferimento italiano del software e dell’IT, marzo 2020.

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