Ho vissuto gli ultimi cinque anni come una progressiva liberazione. Posso toccare, come se fossero oggetti concreti, i resti delle gabbie che mi hanno rinchiuso, confinato all’interno di schemi al di fuori dei quali non vedevo realtà alternative. Le intuivo, forse. Ma ora posso avvertire, cadute quelle barriere, che un più vasto orizzonte, un paesaggio nitido e illuminato dal sole, si apre di fronte ai miei occhi.

La ricerca di senso – che cosa significa esistere? che cosa vuol dire oggi essere umani? – è stata la chiave che mi ha aiutato ad attraversare questo passaggio; è stato il percorso e, in definitiva il significato stesso, di quello che posso definire un processo di crescita.

Ma «senso» per me vuol dire filosofia. E quando parlo di filosofia mi riferisco a quel sapere amoroso e carnale che aiuta a definire l’esistenza. La penso come una pratica, una disciplina, un atteggiamento. Un’abitudine mentale che non migliora le scelte e le decisioni, casomai le rallenta; e, proprio per questo distacco innaturale, si domanda il perché di quelle e cosa le rende possibili. Non è cosa da poco: in periodi di continui stravolgimenti – come quello che viviamo ormai da ben oltre un decennio – perseverare nelle abitudini e nelle scelte consolidate, senza chiedere loro il conto, può riservare sgradevoli sorprese. E, tra l’altro, non getta luce su dove queste ultime abbiano avuto origine. 

In fin dei conti, non conosco niente di più pratico, e praticabile, della filosofia. Tutti, almeno una volta, l’hanno sperimentata, a partire da quando, bambini, si sono chiesti il primo «perché». Intraprendere una ricerca di senso – vale a dire, confrontarsi filosoficamente con l’esistenza – è un po’ come giocare; come ricostruire le proprie esperienze spostando l’attenzione su qualche insignificante, ma essenziale, dettaglio che prima era sfuggito. È un atto di ironia; è una raffinata e stimolante lezione di equilibrio che ha la funzione di mettere in rapporto le persone con il tempo vissuto e con il mondo circostante.

In ultima analisi, la ricerca di senso, mediata dalla filosofia, non è che lo snodo tra il necessario e il possibile; tra il dramma della scelta e la continua libertà di domandarsi quanto quella scelta sia davvero fondata o quanto, invece, vada riformulata da un’altra prospettiva. A misura del nostro benessere, della piena e rispettosa comprensione di sé che la parola senso incarna e definisce.

Stefano Francoli

Autore Stefano Francoli

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