Canto del dono, poesia per l’azienda

Proposta

La poesia del dono, che per le sue qualità di musicalità è diventata “Canto del dono”, parla del Natale come di un ritrovare se stessi; mettendo in luce così la funzione di rinascita di questa festività. Essa, nella fattispecie, assume il senso del recupero e della riscoperta del proprio valore.

Il componimento si apre con la metafora della vita quotidiana, caotica e dettata dal lavoro, come un groviglio di giornate e di memorie raccolte in maniera confusa su un tavolo (quest’ultimo può essere una scrivania d’ufficio o una postazione di produzione). L’invito è di ricucire da questi fili disordinati una trama, una narrazione esistenziale coerente, che apre a un mondo di benessere solitamente invisibile e tuttavia accessibile alla vita delle persone. Questo mondo, che simboleggia il ritrovamento di sé, emana un profumo: quello di una dimensione di vita legata all’amore, e in particolare all’amore per se stessi; una dimensione spirituale e consapevole che non c’entra nulla con l’egocentrismo, e che si sviluppa grazie a un percorso di riflessione e di ricerca.

In chiusura, l’essenza di ciò che potrebbe essere definito a tutti gli effetti una pratica di meditazione, è paragonata a una preghiera che, proprio come un profumo, riempie l’ambiente domestico per trasformarsi subito dopo in un canto portatore del dono. Il Natale si annuncia come una profezia e il dono – quel ritrovamento di sé di cui sopra – si manifesta come un’intuizione.

Stefano Francoli, Canto del dono, 2019
Stefano Francoli, Canto del dono, 2019

Caratteristiche tecniche

  • Forma metrica: madrigale rinascimentale
  • Struttura: quartina (introduzione) – terzina (invito) – .terzina (trasformazione) – distico (conclusione)

Scheda riepilogo


In breve

Il dono natalizio dell’Azienda diventa portatore di un messaggio sul valore della persona espresso attraverso la poesia.


Cliente

Luxurytina Srl SB


Settore

Moda, abbigliamento


Anno

2019