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Nutrimenti settimanali

Costruttori di armonia

di 9 Aprile 2020No Comments
Pablo Picasso, Guernica, 1937

Ricordo il mio incontro, tutt’altro che piacevole, con Guernica. La pagina di qualche libro mi aveva aperto le porte al mondo di Picasso. Quel dipinto, urlante e sgangherato, non corrispondeva affatto al desiderio di armonia che cercavo nell’arte; e solo più tardi, in anni tutto sommato recenti, ho iniziato ad apprezzare il suo linguaggio primitivo, che parla in maniera essenziale dei sentimenti più terribili dell’essere umano.

Riguardandolo a distanza di tempo, la sensazione che ho avuto è che Guernica incarni con un’estrema attualità la metafora della guerra attraverso la quale viene raccontata l’esperienza del Covid-19. Dolore, inquietudine, distruzione, annichilamento, morte – sono tutti concetti che Picasso – raffinato e redivivo interprete del presente – ci mette negli occhi con una spietata evidenza.

In un articolo apparso su Internazionale, Annamaria Testa ha invitato a modificare il racconto di questo dramma collettivo. Sostituendo la metafora della guerra con una che suggerisca collaborazione e cooperazione (come una «tragedia» o una «tempesta»). Ma la sensazione che una guerra sia in corso forse è data da un sentimento più grande di noi. Un sentimento che richiama lo scontro tra due categorie di pensiero, «natura» e «cultura», mai come oggi inconciliabili e destinate a una fragorosa frattura. In gioco c’è la negazione del paradigma di vita moderno. C’è la constatazione – se ancora ce ne fosse stato bisogno – che i limiti esistono; e che la morte, limite di tutti i limiti, non può essere esclusa dal vocabolario della modernità per affermare che qualsiasi impresa, qualsiasi innovazione, in una parola, qualsiasi dominio sulla vita è possibile.

A distanza di due millenni, è la filosofia di Seneca a soccorrerci e a fornirci un prezioso insegnamento. Seneca ci dice, infatti che alcune cose accadono per necessità, altre per caso, altre ancora perché sono sotto il nostro controllo. È bene non trascurare queste ultime. Scegliere, immaginare, costruire. Sono tutte azioni indispensabili per quello che un amico, al telefono, mi ha descritto come l’impegno a «onorare la vita».

Ma, per parafrasare il motto secondo cui «non di solo pane vive l’uomo», l’azione è saggia quando è accompagnata da altrettanta riflessione. Dopo aver vissuto eccitati per decenni, tra mille progetti e speranze di comandare la sorte, forse dovremo consegnare una parte di noi al caso e al destino. Non per assecondarli passivamente. Ma per organizzarli in un ritmo. Per diventare, come in Guernica, artisti, costruttori di armonia: che trasformano l’angoscia della vita in una pratica consapevole dei suoi limiti.

Stefano Francoli

Stefano Francoli

Pratiche per coltivare la crescita personale. Formazione, facilitazione, testi e contenuti per dare senso e valore alle esperienze.