Ricordi

Sperimento sulla mia pelle quello che propongo nelle consulenze individuali e nei percorsi di formazione. Ma nel dialogo, le riflessioni che svolgo e gli strumenti che ho acquisito si arricchiscono sempre di nuovi significati. Ogni incontro con le persone con cui lavoro è uno spazio di libertà nel quale ritrovo le sfide della vita che ci accomunano e che ci spingono a cercare le nostre risposte più autentiche.

Ogni appuntamento è una finestra su una storia del tutto particolare, eppure connotata da esperienze che sembrano avvicinarci. Quando, dall’altra parte, sento socchiudere la porta per farmi entrare, provo gratitudine e rispetto. E di volta in volta, osservo, in questa relazione, cosa per me significa essere umani.

Anch’io sono una di queste tante storie, che ha bisogno di essere nutrita. C’è un tempo dell’azione, in cui viviamo immersi nella vita. Ma c’è un tempo anche della ricostruzione e della memoria, che restituisce significato a quello che, altrimenti, sarebbe una matassa informe di eventi. Osservare e osservarsi, investire di dialogo questa riflessione, è non solo una necessità che risponde all’esigenza di organizzare l’esistenza in un senso, ma è anche un tempo di qualità, di scoperta, d pratica nel quale affinare gli strumenti utili a vivere. Le nostre storie, nutrite dalla rigenerazione del racconto, sono un deposito di risposte – fatto di parole, significati, concetti – che possiamo continuamente impiegare per affrontare nuove circostanze. D’altra parte, come mostra Jonathan Gottschall, l’essere umano è «l’animale che racconta storie».